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UN PO' DI STORIA CUNARDO E LA SUA STORIA
a cura di GABRIELE POLITA
Il paese sorge sul contrafforte di un gruppo di quattro colline dette “del Castelvecchio” la cui altezza massima è di 625 metri, che a nord fanno da protezione all'abitato. A sud degrada vi-ceversa su una pianura morenica attraversata dal fiume Margorabbia, emissario del lago di Ghirla, che in località Ponte Nativo (al bivio fra le strade che portano a Ferrera e a Bedero) s'incunea in un tragitto sotterraneo lungo circa mezzo chilometro, per riapparire in un vasto complesso di caverne e cunicoli di origine carsica, conosciuto come “Orrido di Cunardo” e facilmente visitabile grazie ad una recente sistemazione.
La piana del Margorabbia separa l'abitato dal monte Scerè (790 mt.) che fa da spartiacque fra la Valganna e la Valcuvia.
In epoca romana questo territorio era il crocevia della strada che dai passi alpini, passando per l'attuale Ponte Tresa, portava ad attraversare la Valganna da una parte, e a raggiungere l'attuale Angera (la Stazona romana) dall'altra . Più precisamente nella frazione cunarde- se di Raglio (dal celtico “raudas”: rotabile; ruota, poi tramutato in “Raj”: snodo,bivio) c'era il bivio, certamente accompagnato da una stazione di posta.
Riguardo il nome stesso del paese, Cunardo; si possono dare due interpretazioni: la prima, del prof.Gramatica, che richiama il termine celtico “Kùn-ort”= “luogo regio con fortezza militare”. La seconda potrebbe sempre derivare dal celtico “Kùn-ard”= “luogo alto”,”luogo posto in alto” (a dominio della Valcuvia per l'appunto). E in effetti proprio per la sua dislocazione assunse importanza militare con la costruzione di un castello. Non esistono attualmente documenti al riguardo ma si può ragionevolmente supporre che sia stato edificato in concomitanzacon una serie di torri e fortificazioni situate lungo la cosiddetta “via Mala” che collegava il nord della Alpi con la Pianura Padana, attraverso l'odierno passo del San Bernardino. Siamo in epoca longobarda, nei primi decenni dell'VIII secolo.
L'unica traccia visibile rimasta di questa costruzione è nella maestosità della chiesa parrocchiale di Sant'Abbondio, edificata nella metà del 1700, per la cui costruzione la tradizione vuole siano state impiegate le pietre del vecchio castello, ormai in totale rovina e abbandono.
Altra traccia è leggibile nella carta catastale stilata nel 1724 per volere dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria. In un terreno, denominato “Pastùra”, è riquadrato un rettangolo isolato che, fatta la debita conversione fra “Trabucchi milanesi”- la misura lineare in cui è stilata la mappa- e metri; risulta essere di circa 100x 115 metri. Nella carta catastale della seconda metà del 1800, il tracciato del terreno non cambia ma il rettangolo di cui abbiamo parlato non è più segnalato e la stradina che conduce alla “Pastùra” è indicata come “Strada consortile detta del Castèl”. Da questo sito la visuale sullo sbocco della Valganna e sulla Valcuvia è magnifica.
Sulla cima della collina denominata Castelvecchio esistono tuttora tracce di un muro di contenimento e numerose pietre da costruzione sparse sul terreno, ma questo è probabilmente dovuto all'esistenza di un avamposto di guardia verso la valletta che da Fabiasco porta a Montegrino.
Fino alla prima metà del secoloXI, Cunardo fece parte del Regno Longobardo prima, e Carolingio poi; più precisamente inserito nella Contea del Castelseprio. Successivamente la Contea passò, per volere dell'imperatore Enrico II di Germania, sotto Milano.
Nel secolo XII il territorio viene coinvolto nelle lotte fra Milano e Como per il controllo della via delle Alpi e del Contado del Seprio, di evidente importanza strategica. Il conflitto terminerà nel 1195: il Sottoceneri, la ValMarchirolo e la Valcuvia passano sotto l'influenza politica e religiosa di Como; i restanti territori sotto Milano (per questo motivo le nostre Valli sono rimaste un'enclave della diocesi comasca, attorniate da quella ambrosiana).
Dopo la distruzione di Castelseprio del 1287 da parte delle truppe della famiglia Visconti che, vittoriosa sulla famiglia Torriani, costituirà la Signoria di Milano; l'influenza politica del capoluogo lombardo si estenderà notevolmente nell'Italia Settentrionale, fino a comprendere l'odierno Cantone Ticino (non ancora svizzero) e parte del Piemonte.
Testimone della presenza politica in paese della Signoria è uno stemma arcivescovile affrescato sulle pareti esterne di una casa in via Alighieri. E' attribuibile al Cardinale Giovanni Visconti (+ 1354) – fonte Archivio Segreto Vaticano- La casa è stata certamente sede di una rappresentanza della Signoria milanese. Di notevole interesse è anche lo stemma di San Bernardino da Siena presente sul riquadro della finestrella a fianco dello stemma. Il Santo operònella Diocesi di Como dal 1422 al 1432 e questo potrebbe essere il segno della sua presenza nel nostro paese.
Nel 1438 il paese diviene Feudo della famiglia Rusca- il potere feudale durò fino alla seconda metà del secolo XVIII; gli ultimi feudatari furono la famiglia Crivelli di Luino.
Dopo la morte dell'ultimo dei Visconti nel 1447, la Signoria, dopo un breve periodo repubblicano, nel 1450 viene acquisita dalla famiglia Sforza e diviene Ducato. Seguirà un quarantennio di pace e prosperità per l'intero territorio. Ludovico Sforza detto “il Moro”importa e diffonde la coltivazione e l'allevamento del baco da seta che dureranno sin dopo la fine del XIX secolo, particolarmente nel varesotto e nel comasco (a Cunardo funzionerà una filanda di seta con oltre 200 dipendenti fino al 1912). Da notare come ci sia nello stradario del paese una via detta “Sass Murùn”, che attraversa una zona in cui venivano coltivati alberidi gelso, detti appunto “Murùn”, in ricordo del Duca Ludovico.
La pace termina nel1494 quando per il Varesotto transitano le truppe di Carlo VIII di Francia che si stabiliscono provvisoriamente nel territorio del Seprio, razziando quanto più possibile.
Successivamente nel 1499 il nuovo re di Francia Luigi XII, succeduto a Carlo VIII, si fa eleggere Duca di Milano rivendicando antichi diritti di successione per parte della famiglia Visconti. Ludovico il Moro viene cacciato e cerca l'aiuto di mercenari svizzeri. Luigi XII non è da meno e per ingraziarsi gli stessi Svizzeri, cede loro la città di Bellinzona. Ma i governanti Elvetici non sono sufficientemente sazi e, approfittando del periodo di confusione politica, nel 1510 inviano un esercito che si attesta nei pressi di Lugano, Varese e Como; nel 1512 vengono raggiunti da considerevoli rinforzi e, puntando verso Milano, la costringono alla resa. Ma nel1515 gli stessi, benchè forti di 35000 uomini, subiscono una pesantissima sconfitta a Marignano (l'odierna Melegnano) e vengono ricacciati in Svizzera. Questa disastrosa disfatta suggerirà ai loro governanti di non tentare più imprese di conquista ma di fare una scelta di neutralità politica. E' con il trattato di Friburgo del 1516 che Francesco I di Francia, succeduto nel frattempo a Luigi XII, concederà ai Confederati l'annessione delle città di Lugano, Locarno e Mendrisio con i loro territori, stabilendo il confine attuale.
Da questo periodo così travagliato Cunardo, come tutti questi paesi del resto, dovette subire dolori laceranti in termini di vite umane, carestie e devastazioni. Abbiamo parlato in precedenza della distruzione del vecchio castello, ma venne anche rasa al suolo la frazione di Raglio, della cui ricostruzione fa parte un bellissimo affresco di “Madonna della quercia” di Antonio da Tradate, databile attorno al 1530. Un'altro affresco a carattere devozionale, datato 31 Agosto 1504, si può ben considerare un testimone importante di quegli anni luttuosi per il
paese; rappresenta una “Pietà” ed è visibile su una casa di via Vaccarossi.
Ora l'intera Lombardia, e Cunardo, sono in mani francesi; ma durerà poco: sino al 1525, anno in cui l'esercito francese è battuto sul campo dalle truppe spagnole di Carlo V. Nel 1544, con la pace di Crespy, viene definitivamente sancita la nuova situazione politica. La Lombardia passa al governo spagnolo e lo resterà fino al 1713.
Non vi è molto da dire riguardo questi quasi due secoli di dominazione spagnola. I fatti più rilevanti potrebbero essere le due epidemie di peste che colpirono le popolazioni. La prima durò ben sei anni, dal 1588 al 1594. Ancora ben più terribile fu quella comparsa nei primi anni del 1600, raccontata peraltro dal Manzoni nel romanzo “I promessi sposi”. Le popolazioni furono decimate in maniera spaventosa e questo si aggiungeva a problemi di sopravvivenza già cronici e insormontabili per le possibilità dei tempi. Una cappella,,detta “della
Peste”, situata in località “Acquafresca” lungo la provinciale per Luino, ricorda questo triste periodo. E' stata recentemente rimaneggiata e arretrata dalla sua antica sede per poter allargare la strada provinciale.
Nell'aprile del 1713 con il trattato di Utrecht, la Lombardia passa sotto la Casa d'Austria, nella persona di Carlo VI di Asburgo. Ma la gente di Cunardo era lontana da questi cambiamenti politici; aveva un problema più importante e già vent'anni dopo diede corpo alla sua risoluzione, senza peraltro contare su forze esterne. Andava restaurata e accomodata la ormai vecchia chiesa parrocchiale di Sant'Abbondio, che già dal secolo XVI aveva sostituito la più antica parrocchiale che sorgeva sul colle di S.Nazaro, alle spalle dell'attuale chiesa.
L'11 Marzo del 1733 un gruppo di 33 capifamiglia si riunì e approvò un documento in cui impegnavano se stessi ed i propri successori, a compiere tutte le opere adatte e necessarie a riportare la propria chiesa all'antico splendore. Successivamente si decise di rifarla nuova e più ampia (questo certamente grazie alla disponibilità di pietre da costruzione provenienti dalle rovine del vecchio castello, ormai abbandonato). Le fondamenta della vecchia parrocchiale sono state riportate alla luce nel 1979 in seguito al rifacimento della pavimenta-zzione voluta dall'attuale prevosto don Lodovico Giossi.
Seguendo il progetto dell'architetto Antonio Zanone di Cunardo e sotto la guida dell'allora parroco Giacomo Bettoli (Ardena 1720- Cunardo 1803), tutta la popolazione partecipò alla ricostruzione e, il 13 Giugno 1779, il vescovo di Como Monsignor Mugiasca potè consacrare la nuova chiesa dedicandola, come la precedente, a Sant'Abbondio.
Contiene due affreschi di Alessandro Valdani di Chiasso (1712- 1773) a fianco dell'altare maggiore. Opere di Luigi Sabatelli di Milano del 1871: i quattro Evangelisti dipinti agli angoli della cupola e l'intera volta che sormonta l'altare maggiore. Le otto figure di Santi che abbelliscono la cupola sono opera di Cesare Marone di Milano, eseguite nel 1930. Sono da considerare inoltre due tele, opera di Mola di Stabio, raffiguranti la “Crocifissione” e la “Gloria di Sant'Abbondio”.
Nel 1796 viene costituita da Napoleone Bonaparte la Repubblica Cisalpina, Varese viene elevata al rango di capoluogo del Dipartimento del Verbano. Ma già nell'Aprile del 1799 gli austriaci si rimpossessano della Lombardia; sarà per un breve lasso di tempo in quanto già il 2 Giugno 1800 l'imperatore francese rientrava nuovamente a Milano. Con un altro cambiamento amministrativo Varese e l'intero territorio viene inglobato nel Dipartimento del Lario, con capoluogo Como ( durerà fino al 1927, anno della costituzione della provincia di Varese).
Nel 1815 con il Congresso di Vienna indetto dalle potenze vincitrici su Napoleone, viene ripristinato il potere dell'Austria sull'intera regione con la creazione del Regno Lombardo Veneto. I moti popolari del Marzo 1848, meglio conosciuti come “Cinque giornate di Milano”, vedono anche una vittima cunardese; uno studente di legge, Pietro Pirinoli, viene trucidato nel corso di una manifestazione e sepolto nel cimitero di San Simpliciano.
Il 16 Agosto 1848 (come ricordato da una lapide posta nel 1890 nella casa dove soggiornò) Giuseppe Garibaldi, reduce da una scaramuccia con gli austriaci a Luino e diretto verso Varese, fa tappa in paese e pernotta nella casa di proprietà della famiglia Bozzoli. Il giorno seguente ripartirà per il capoluogo accompagnato festosamente dalla Banda Comunale.
Nel 1859 la battaglia di Magenta fra le truppe Franco-Piemontesi e l'esercito Austriaco libererà la Lombardia che, dopo tre secoli e mezzo, potrà rientrare nell'ambito nazionale.
Cunardo, all'alba di questa nuova fase storica, conta circa 1150 abitanti sparsi in tre frazioni.
La principale è denominata Cunardo Centro ed è la sede dei servizi e delle Autorità Politiche e Religiose. La frazione di Raglio che è situata all'intersezione delle strade che da Cunardo portano in Valganna ed in ValMarchirolo. Infine la frazione di Camartino, posta lungo la
strada verso Grantola. I collegamenti con i centri capoluogo, Varese e Luino, vengono effettuati con un servizio di diligenze.
Attorno al 1860 le due città vengono raggiunte più celermente grazie all'installazione in paese del telegrafo. Questo permetterà di ospitare nel 1880 un distaccamento dei Reali Carabinieri con una casermetta allestita nella già citata casa Bozzoli. Verranno spostati a Marchirolo nel 1895 dopo che anche quel paese verrà dotato del telegrafo, e dove sono tuttora presenti.
Nella seconda metà del XIX secolo il nostro paese era sede di svariate ed importanti attività industriali; in un discorso del 1896 l'allora sindaco Vittore Adreani citava: “quattro fabbriche di ceramica, svariate fornaci di laterizi e calcine, parecchie fabbriche di carta”. Tralasciava di citare una filanda di seta di cui era proprietario, con circa 200 dipendenti, ed un maglio con una quindicina di dipendenti che producevano attrezzi agricoli.
La produzione della ceramica ha dei risvolti storici nella zona se si considera che in epoca romana esistevano fornaci per la produzione di vasellame, sfruttando buoni depositi di argilla.
Venne comunque reintrodotta a Cunardo nei primi decenni del 1800 da un certo Davide Adreani che intese così mettere in pratica le conoscenze di quest'arte apprese a Faenza. Rese famosi i suoi prodotti, piatti e vasi da farmacia, adottando una tipica colorazione blu (conosciuto come “blu di Cunardo”) per abbellire con eleganti arabeschi di stile faentino la sua produzione.
I primi accenni documentati che si hanno al riguardo di una scuola pubblica sono del 1774.
In una supplica alle autorità, firmata da amministratori e capifamiglia si fa presente l'esigenza di avere in paese un maestro che si occupasse dell'istruzione dei fanciulli. Ne viene trovato uno nel 1785: un tale prete Luigi Vannini della Diocesi di Sarzana nel modenese che, capitato a Cunardo per caso, viene eletto coadiutore dell'allora parroco Giacomo Bettoli ormai anziano.
Successivamente, un documento del 1811 parla di “istantanee riparazioni all'abbandonato locale dell'Oratorio, onde renderlo servibile per la pubblica istruzione elementare”. Si tratta dell'Oratorio a fianco della chiesa parrocchiale. Ma una sede definitiva ci sarà solo con l'anno scolastico 1930- '31 con il completamento dell'attuale Palazzo Scolastico. Questo viene generosamente donato alla popolazione, assieme all'Asilo Infantile, da una munifica famiglia di Milano che scelse Cunardo come residenza estiva, nei primi anni del '900: i Vaccarossi.
Altre date importanti per la vita del paese
~ 1805- Censimento dei boschi con la quantificazione degli alberi di castagno di ogni singolo proprietario. Da questo atto amministrativo sortì un regolamento che rimase valido per tutto il secolo e governava lo sfruttamento delle risorse boschive in maniera molto severa.
~ 1833- Assegnazione, da parte dell'autorità austriaca, di 84 lotti di bosco comunalea famiglie indigenti, residenti in comune da almeno dieci anni, per lo sfruttamento in perpetuo delle risorse.
~ 1855- Epidemia di colera con cinque decessi, fra i quali quel Davide Adreani,citato in precedenza a proposito delle ceramiche cunardesi.
~ 1901- 8 Set. Inaugurazione dell'illuminazione pubblica con l'istallazione di 10 lampadine da 16 candele dislocate lungo le vie del paese; è offerta dal sig. AlfredoAdreani, proprietario della filanda.
~ 1906- Apertura del tronco Ghirla- Cunardo- Luino della linea tranviaria Varese-Luino che resterà in esercizio fino al 28 Febbraio 1955.
~ 1906-15 Ott. Inaugurazione dell'acquedotto pubblico con l'acqua proveniente dalla sorgente “Manera”, situata poco sopra l'abitato di Ghirla.
~ 1909-26 Nov. Costituzione del Corpo Pompieri Volontari di Cunardo, primo esempio di Protezione Civile nelle nostre valli. Durerà fino al 1924.
~ 1912- 4 Ott. Chiusura della filanda Adreani per messa in fallimento. La causa principale è dovuta alla crisi nell'allevamento del baco da seta dovuta all'insorgenza di malattie nel Varesotto e nel Comasco.
~ 1915- 1918 Durante la Prima Guerra Mondiale il paese subisce la perdita di 24 giovani.
~ 1918- Autunno Si contano 17 vittime per l'epidemia di influenza detta “Spagnola”.
~ 1921- Giugno Inaugurazione del Monumento ai Caduti. Il marmo e la statua in bronzo sono stati lavorati negli Stati Uniti d'America per opera di un artista originario di Ganna ed emigrato ad inizio secolo negli U.S.A. Tale J.G.Sassi. Purtroppo la statua originale venne rifusa durante l'ultimo conflitto; la copia che vediamo ora, quasi simile, venne inaugurata il 22 Ottobre 1961 ed è opera dello scultore Galletti di Muggiò.
~ 1933- Vengono festeggiati solennemente i cinquant'anni di Messa e di Parrocchiadel parroco don Antonio Santamaria (Cittiglio 1855- Cunardo 1946). E' l'occasione migliore per ringraziare il parroco per tutto il bene operato in paese nel corso di tutti questi anni. Per la ricorrenza gli viene conferita l'onorificenza di Cavaliere del Regno e la Parrocchia di Cunardo viene elevata al rango di Prepositura.
~ 1940-1945 Durante la Seconda Guerra Mondiale nel paese di Cunardo si contano 11 vittime fra i soldati al fronte.
Per saperne di più, od anche solo approfondire alcuni argomenti si faccia riferimento al volume “Cunardo attraverso la storia” di Gabriele Polita, in vendita presso la Cartoleria “Bossi”, via G. Garibaldi – Cunardo.
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